Il volume getta luce sull'opera politica di Costantino Nigra, e
insieme apporta un prezioso contributo allo studio della politica estera
italiana delle ultime quattro decadi dell'Ottocento. Fedele segretario e
corrispondente di Cavour, brillante ambasciatore del neonato regno d'Italia (a
Parigi, Pietroburgo, Londra e Vienna), studioso di letterature e tradizioni
popolari, raccoglitore e interprete di testi, la figura di Costantino Nigra è
rimasta a lungo avvolta da un alone di leggenda, alimentato dal carattere
segreto della sua missione parigina negli anni Cinquanta e dall'uso
spregiudicato di una diplomazia parallela a quella ufficiale, tra Cavour e
l'imperatore Napoleone III. Come, quando e perché negli ultimi
centocinquant'anni leggenda e storia si frammischiarono nella figura di Nigra è
uno dei quesiti cui il volume cerca di rispondere. Egli fu ai suoi esordi uno
sconosciuto per il gran pubblico, e nulla di più, per gli addetti ai lavori, di
"quel segretario Nigra"− come lo chiamava senza
simpatia Vittorio Emanuele −, fino a diventare nel
corso del Novecento un personaggio da feuilleton: bello, abile, romantico
seduttore, diviso in una sua presunta avventurosa storia d'amore fra
l'imperatrice Eugenia e la contessa di Castiglione. A prescindere dal mito
popolare, che lo dipinge talvolta in chiave rosa, talaltra in chiave nera −
machiavellico, cinico intrigante −, questo volume,
corredato da ampio apparato iconografico, da una nota biografica e una
bibliografia essenziale, si propone di restituirlo alla storia analizzandone
l'opera politica innanzi tutto.
Umberto Levra è
professore ordinario di Storia del Risorgimento nell'Università di Torino; è
presidente del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino, nonché del
Comitato di Torino dell'Istituto per il Risorgimento italiano. Ha pubblicato
libri e saggi presso editori italiani e stranieri; collabora a varie
pubblicazioni ed è socio di accademie e istituzioni culturali. Ha diretto per
Einaudi la "Storia di Torino".